Abbiamo avuto modo di provare la Beta di The Division, vediamo insieme cosa ci aspetta in uno dei giochi più attesi dell’anno

Data di uscita 8 marzo 2016
Genere TPS, Action RPG, Open World
Modalità di gioco Multiplayer
Piattaforme PC, Xbox One, PlayStation 4
Sviluppato da Massive Entertainment
Distribuito da Ubisoft
Versione testata Xbox One
Cover

Avevamo già avuto modo di provare Tom Clancy’s The Division, l’action RPG online pubblicato da Ubisoft, nel corso della Games Week 2015, dove abbiamo realizzato un’anteprima su una build alpha. Da poco si è concluso il periodo di beta ed il titolo ormai si appresta ad essere pronto per il lancio sul mercato, noi di Gamesquare.it non abbiamo esitato a provare nuovamente, ed in modo più approfondito, la creazione dei ragazzi di Massive Entertainment. Questa volta c’è stata più carne sul fuoco: una missione della campagna principale, alcune missioni ed attività secondarie, nonché la tanto temuta Dark Zone (tradotta Zona Nera in Italiano) con tutte le attività legate alla collaborazione con gli altri giocatori o a sanguinosi scontri per il dominio dell’estrazione. Entriamo insieme nella Zona Nera a vedere cosa ha in serbo per noi The Division.

The Division

Benvenuti nella Dark Zone

Tom Clancy’s The Division può risultare adatto ai diversi palati dei videogiocatori, si possono trovare attività PvE, PvP ed una storia interessante, anche se è difficile prevedere come sarà il gioco una volta raggiunto il cosiddetto level cap, cioè il livello massimo che si può raggiungere. Questo perché The Division integra in sé alcuni aspetti degli MMO, ciò significa che per tutti gli utenti interessati nelle componenti PvP e PvE molto dipenderà da come Ubisoft gestirà i contenuti end game, un aspetto che anche in altri giochi dello stesso genere non è strutturato correttamente: per garantire una lunga vita al prodotto gli update dovranno essere frequenti e in giusta quantità. Un’altra similitudine con il genere massivo è il modo in cui è stata suddivisa la mappa: ogni area è predisposta per essere fruibile in una fascia di livelli ben precisa ed è sconsigliato visitarla oltre o sotto la soglia indicata.

The Division
In The Division non sono presenti delle vere e proprie classi, bensì dei ruoli stabiliti in base a quali abilità si sta utilizzando in quel momento: come le abilità di cura o di impulso radar per individuare i nemici circostanti. Inoltre non vi è alcun genere di restrizione nella tipologia di armi che si potrà equipaggiare, l’armamentario è variegato e si possono equipaggiare fino a tre armi contemporaneamente, si va dalle classiche pistole fino alle mitragliatrici leggere e i fucili a canna doppia. Ovviamente ad affiancare le armi ci sono le corazze, anch’esse presenti in gran numero: zaino, dorso, ginocchiere, guanti, fondina e mascherina. Inoltre si potranno ottenere vari oggetti, come i berretti e le giacche, per personalizzare anche l’estetica del nostro protagonista. Insomma, dal punto di vista della customizzazione pare proprio che non ci sia spazio per le critiche.
New York è popolata da numerose attività secondarie, qualcuna di esse si scoprirà essere collegata alla lore del gioco, ad esempio aiutare dei soldati a contrastare le bande di malviventi venutesi a creare in seguito al disastro o rintracciare alcune persone scomparse e ritenute morte.
Purtroppo, da quanto visto nella versione di prova, sono emerse alcune criticità che ci auguriamo vengano corrette; le ottiche applicate sulle armi sono piuttosto articolate da utilizzare nelle sessioni PvP, in quanto per usufruire di alcuni mirini dovremo cliccare la rotellina del mouse e quando si ricarica l’arma saremo obbligati a rientrare nella modalità zoom avanzato e prendere nuovamente la mira. Mentre la Zona Nera, che sembrerebbe essere un’area relegata soprattutto al PvP, presenta una struttura eccessivamente a corridoi, impedendo così di accedere ad un punto utilizzando più di due vie. Inoltre l’unica “modalità” era estrazione, in cui un singolo giocatore o un gruppo può richiamare, se ha a disposizione uno o più oggetti contaminati, un elicottero in una delle zone d’atterraggio predisposte nella mappa, facendo così partire il countdown per l’arrivo del mezzo d’estrazione. Questa serve per, appunto, estrarre gli oggetti contaminati raccolti dagli altri giocatori o ottenuti uccidendo gli avversari gestiti dall’IA presente nell’area, in modo da decontaminarli e poterli indossare sia all’interno che all’esterno della Dark Zone.

The Division

L’apocalittica New York City

Ubisoft probabilmente non poteva scegliere un’ambientazione più azzeccata per il suo open world action RPG, già nelle prime zone che abbiamo esplorato nel corso della beta ci è sembrato che gli sviluppatori abbiano svolto un ottimo lavoro sul comparto grafico, ma è anche vero che non è oro tutto ciò che luccica. I requisiti hardware del gioco ci sono risultati abbastanza corretti, anche se The Division ha ancora bisogno di essere ulteriormente ottimizzato. Ci teniamo a sottolineare che si tratta di una beta, ed è normale che un videogioco di questa entità risulti ancora un po’ ruvido nelle prestazioni. Nelle impostazioni grafiche non sono ancora presenti gli effetti Nvidia, nonostante ciò il titolo gira in media a 35-50 frame per secondo con le impostazioni a medio/alto, utilizzando una AMD R9 380 e gli ultimi driver disponibili installati.

The Division
Gli effetti che maggiormente pesano sulla scheda grafica sono sicuramente il rendering della nebbia e l’antialiasing, entrambi in grado di cambiare il volto del prodotto, ma che se usati con una GPU non molto performante possono gravare eccessivamente sulle performance. Ci auguriamo che per il giorno del rilascio Massive Entertainment abbia terminato le messe a punto, in modo da offrire un prodotto ben ottimizzato.

Commento

The Division è un titolo interessante, con una bellissima ambientazione ed una esplorazione che spinge ad entrare in ogni singolo appartamento. Sono ancora molte le cose da vedere, in primis le missioni della campagna, ed è impossibile stabilire quanto e se questo titolo farà successo, quello che sappiamo di certo è che sono presenti molti spunti davvero interessanti e che sta agli sviluppatori sfruttarli a dovere. In conclusione, anche dopo questa prova ci continuiamo a chiedere se sia stato giusto impostarlo come un gioco da fruire esclusivamente online. Non possiamo che sperare che Ubisoft sveli qualche chicca interessante che ci permetterà di rimanere incollati davanti al monitor e godere per molto tempo di questa straordinaria e apocalittica New York.