The Universim vuole essere il gioco che riporterà in auge i god game e dopo una campagna Kickstarter di successo si prepara ad approdare su Steam. Com’è? Noi abbiamo testato una build alpha piuttosto arretrata, di seguito le nostre impressioni.

Data di uscita TBA
Genere God game, Gestionale
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Crytivo Games
Distribuito da Crytivo Games
Versione testata PC
Cover

Questo non è un buon momento per i god game. Con Populous, Black & White e Spore ormai alle spalle e la parziale delusione di The Sims 4, gli appassionati del genere non possono che volgere lo sguardo al passato (sigh, Maxis, sigh) o verso Kickstarter. Anche sul celebre sito di crowfounding non è mancata qualche delusione, Godus, ad esempio, era un progetto piuttosto interessante ma che poi si è rivelato un fallimento su tutta la linea, affossato anche dall’addio del prode Molyneux che prima stava supervisionando il progetto. L’unica speranza dell’umanità, o meglio dell’universo, risiede nelle mani di un piccolo team guidato dal talentuoso designer Alex Koshelkov, il quale ha raccolto quasi 400 mila dollari e si prepara a lanciare in Early Access il promettente, almeno sulla carta, The Universim. La versione di gioco da noi testata è una alpha molto arretrata, mancante di quasi tutti gli elementi distintivi e con una base giocabile piuttosto scarna, prendete quindi tutti i nostri giudizi e previsioni con le pinze, in quanto starà al team mantenere le promesse fatte dal 2015 fino ad ora, e lo sapete che non è affatto scontato che ciò accada.

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I biomi dei pianeti saranno, nella versione finale, molto vari. Questo ad esempio è ricoperto da una spessa coltre di neve.

Cosa faresti se avessi i poteri di una divinità?

Se fossimo potenti ed in grado di assoggettare al nostro volere interi imperi, se avessimo la facoltà di causare pioggia, vento e disastri naturali, se potessimo gestire gli individui come formiche e schiacciarli alla bisogna, se fossimo in grado fare tutto questo come ci comporteremmo? È una domanda che trova una risposta in molti god game, ma in The Universim quest’ultima è ancora più ampia, visto che le nostre responsabilità non riguarderanno un solo popolo, ma addirittura un intero pianeta, con la possibilità che poi diventino due, tre oppure interi sistemi. Questa è una delle principali differenze dagli altri god game sulla piazza, tuttavia un punto di vista più generale non implica di sicuro una minore importanza della gestione capillare, la quale, a conti fatti, ha interessato la totalità delle nostre ore di gioco. In The Universim si parte infatti su un pianeta, stilisticamente molto accattivante (la mano di Koshelkov si vede) e caratterizzato da diversi biomi che si alternano, spesso anche in maniera poco realistica. Ogni planetoide è generato proceduralmente, nell’alpha però l’algoritmo gestiva un numero esiguo di differenti biomi (foreste, deserti sabbiosi e rocciosi, con tanto di laghi e montagne a punteggiare il territorio) che venivano alternati per creare regioni varie e colorate. Su Kickstarter è possibile vedere mondi molto vari, magari inospitali e curiosi, nella versione testata non c’era nulla di tutto ciò, anche se probabilmente il pianeta iniziale sarà munito di tutte le risorse necessarie e sarà perfettamente vivibile.
La vivibilità, infatti, è molto importante, nei primi minuti di gioco ci viene consigliato di piazzare il primo insediamento in una zona ospitale, con molta acqua e risorse, pena la morte prematura dei nostri Nugget, piccoli omini stilizzati senza gambe. Come avviene in tutti i giochi di questo genere non ci sarà possibile gestire direttamente i nostri “servi”, ma avremo solo la possibilità di influenzarli con i nostri poteri divini. Essi raccoglieranno risorse autonomamente, costruiranno case quando ce ne sarà bisogno e provvederanno al loro benessere, a patto che la zona abbia risorse sufficienti (e qui il posizionamento è essenziale) e che ci siano infrastrutture idonee. La costruzione è un processo fondamentale per l’espansione del territorio e il potenziamento dei servizi e dovrà andare di pari passo con l’aumento della popolazione, che può essere fatta crescere creando manualmente delle coppie oppure lasciando gli estrosi Nugget liberi di dare sfogo ai loro ormoni.

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Aumentando il livello tecnologico i nostri Nugget potranno viaggiare persino nello spazio.

Una buona struttura cittadina permetterà alla popolazione di essere felice e longeva, oltre che ben nutrita ed efficace nei lavori. Alcuni indicatori, tra cui quello della felicità, non sono stati ancora implementati, quindi non possiamo dirvi con certezza cosa comporterà una mala o buona gestione delle città, però abbiamo potuto tenere d’occhio le barre di fame e sete, quelle dell’età e della forza, una serie di caratteristiche che vanno tenute d’occhio sia in vigore dell’assegnazione delle mansioni (un cittadino forte è migliore nei lavori duri) che in funzione della mera sopravvivenza dell’individuo. La cosa migliore per un Nugget è morire di vecchiaia, tendenzialmente il trapasso avverrà nella terza fase di crescita, intorno ai 70-80 anni virtuali, ma è possibile che un infortunio o la carenza di cibo e acqua facciano felice il tristo mietitore ben prima. Sui poveri Nugget agiranno anche le condizioni climatiche, una conseguenza delle stagioni oppure del pianeta in cui ci si trova. La barra della temperatura corporea era disattivata, tuttavia ci è stato spiegato che a temperature troppo basse i raccolti si congeleranno e aumenterà il rischio di morte per assideramento, con temperature alte, invece, la sete si farà sentire prima. Durante il nostro giocato non abbiamo sentito questa necessità, tuttavia nel prodotto finito sarà opportuno prepararsi a dovere prima dell’arrivo di ogni stagione, poiché essere presi alla sprovvista potrebbe portare al tracollo di una fiorente civiltà.
La crescita e la sopravvivenza passano quindi dalla nostra oculata gestione (o scellerata, nel caso volessimo interpretare un dio sadico e brutale, e potremo farlo) e dall’espansione del nucleo edilizio, altro punto fondamentale da tenere in considerazione. I Nugget non si espanderanno se non con case e baracche, delle strutture più complesse dovremo occuparci noi e anche se nella versione giocata quasi tutti gli edifici erano bloccati, siamo riusciti ad erigere alcune cittadine di modeste dimensioni. Pompe per l’acqua, pozzi, cisterne, cliniche, ristoranti, fattorie, la varietà è un po’ pochina, ma con queste strutture di base la sopravvivenza è garantita. Dei tre livelli di civiltà che verranno resi disponibili, età della pietra, medioevo ed era moderna, era disponibile solo quello iniziale, con tutti i limiti estetici e funzionali che ciò comporta. Le uniche risorse che potevano essere utilizzate erano pietra e legno, anche se in futuro si potrà scavare per recuperare metalli, petrolio e produrre energia. Inoltre una così grande limitazione non ci ha permesso di ampliare i nostri orizzonti e viaggiare su altri pianeti, cosa che sarà possibile fare solo con determinate strutture all’avanguardia.

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Non abbiamo avuto occasione di testarla, ma la gestione dei pianeti sembra apportare grandi cambiamenti al gameplay.

L’ebbrezza del potere

The Universim è però un god game, e se si chiama così c’è un motivo ben preciso. L’abbiamo solo accennato, ma nel gioco saremo in grado di utilizzare i poteri di una divinità, dal più semplice come muovere un elemento dello scenario, fino a quello di causare cataclismi come tornado ed eruzioni vulcaniche. Per usare il nostro potere dovremo accumulare un punteggio che crescerà col tempo, anche se sicuramente in futuro ci saranno modi per farlo crescere rapidamente. Se in possesso di abbastanza “God Power” ci basterà aprire una ruota dei comandi e scegliere l’azione da effettuare: non c’era grandissima scelta e tra tutte (tre) le azioni che potevamo effettuare quella che ci è sembrata più interessante ci permetteva produrre una gravidanza senza costringere una Nugget ad un atto lussurioso. Purtroppo, però, non ha mai funzionato, dovremo aspettare l’implementazione dell’Arcangelo Gabriele evidentemente.
In questo caso come in molti altri bisogna lavorare di fantasia basandoci sulle informazioni in nostra disposizione, e la base ci pare ideale per ospitare tante feature che potrebbero rendere il gioco di Crytivo Games la vera rivelazione dei god game. La velocità dello sviluppo edilizio e della popolazione ci fa pensare che l’esperienza voglia farci percepire il passaggio dalle stalle alle stelle con relativa rapidità, permettendoci in breve tempo di sperimentare le feature più interessanti relative all’esplorazione e colonizzazione di altri mondi. Oltre a queste ultime ci sarà l’implementazione di una fauna caratteristica per ogni pianeta e bioma, che potrà essere anche letale per i nostri poveri Nugget, oppure di cataclismi di grosse proporzioni e virus provenienti dallo spazio. Insomma la prova con The Universim non ha confermato nulla, ma ha consolidato le nostre aspettative su un prodotto senza ombra di dubbio interessante. Non sappiamo quando verrà messo a disposizione su Steam Early Access, il nostro consiglio è però quello di attendere, poiché se il livello di feature implementate dovesse essere pari a quello da noi testato nell’alpha si rischierebbe di investire in un prodotto privo di elementi caratteristici e la cui funzionalità è limitata da evidenti mancanze contenutistiche. Se siete interessati al progetto potete informarvi sulla pagina Kickstarter o su quella Steam, noi continueremo a tenerlo d’occhio e vi faremo sapere i nostri pensieri al riguardo.