Deck 13 prende la formula dei souls e la pone in un universo post apocalittico, come se la caverà dopo Lords of the Fallen?

Data di uscita 2017
Genere Action
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Deck 13
Distribuito da Focus Home Interactive
Versione testata PC
Cover

Chiuso in un bugigattolo nel piccolo stand di Focus Home Interactive alla gamescom 2016, ho assistito alla presentazione di The Surge, action RPG di stampo souls like e con un’ambientazione soft post apocalittica. A parlare il lead designer, con uno stralcio di gameplay in presa diretta su PC (tra l’altro il video è reperibile anche in rete), che ha fugato un po’ di dubbi e ne ha fatti sorgere altrettanti. La principale problematica è di natura stilistica: non abbiamo esitato a definire The Surge come un “soft” post apocalittico, il gioco infatti spedisce il nostro protagonista in una realtà decaduta e in cui l’umanità è in ginocchio, tuttavia il mood generale non si ispira a capolavori d’atmosfera come Mad Max o Fallout, bensì prende una strada tutta sua, meno eccessiva. Non c’è nulla di male ad elaborare uno stile proprio, ma tutto nel gioco dei Deck 13 appare scialbo, dagli esoscheletri del nostro personaggio fino a quello dei nostri “colleghi” ormai impazziti, passando per il design dei robot e culminando con quello delle ambientazioni. Proprio queste ultime rappresentano il problema più pressante, con cui sicuramente dovremo convivere dopo la release: ad una domanda gli sviluppatori hanno infatti risposto che non ci saranno troppe variazioni nelle location, tutta l’avventura si svolgerà nel complesso industriale visto nei numerosi trailer. La giustificazione narrativa è che l’eroe di turno di cui prenderemo le parti era un valente impiegato dell’azienda Creo (sicuramente implicata in qualche immondo sotterfugio), e le stesse armi ed esoscheletri sono pensati per sembrare più attrezzi per il lavoro in fabbrica che strumenti di morte.

The Surge screen 1
L’armamentario e l’armatura potranno essere creati ai centri operativi

Exo Souls

Scansato il problema stilistico, il vero pomo della discordia, rimangono perlopiù belle cose. Lo stesso gameplay, che ci riporta moltissimo alla saga dei souls e che quindi vuole proseguire nella direzione tracciata da Lords of the Fallen, è in realtà più profondo e appagante di quel che sembra. The Surge ha un combat system stamina based (fin qui nulla di nuovo per i fan di Myazaki), che contempla un sistema di combo e due tipi di fendenti, uno orizzontale e uno verticale. La direzionalità dei colpi non riguarda solo una questione di estetica, che pure è importante, ma determina l’efficacia delle mazzate sugli arti degli avversari, che possono essere presi di mira muovendo l’analogico destro dopo aver agganciato il nemico col grilletto sinistro. Colpire punti specifici inabilita alcuni tipi di nemici e ci permette di compiere finishing ad hoc che consumano energia ma ricaricano la barra vitale. Parlando di energia non mi riferisco alla stamina, la quale si ricarica dopo un po’ di tempo passato fuori dal combattimento, ma di un’altra barra blu che si riempie mandando a segno colpi negli scontri e che è utile anche per attivare un’abilità di cura.

The Surge Screen 2
Oltre ai nemici umanoidi dotati di esoscheletro c’era anche qualche robot impazzito

La chiave di volta di The Surge sta tutta qua: il titolo spinge il giocatore ad essere aggressivo e veloce, a combattere scontri serrati senza arretrare, più che un Dark Souls ci è sembrato Bloodborne. Quando finalmente abbiamo provato il gioco con mano le difficoltà incontrate sono state diverse, in primis perché abituati allo stile dei primi titoli di From Software, abbiamo approcciato i combattimenti in maniera sbagliata: arretrando e cercando di studiare il nemico. L’output damage è così alto che non c’è tempo di osservare pattern e cercarne contromisure, bisogna fin da subito fidarsi dell’istinto e iniziare a picchiare come se non ci fosse un domani. Attenzione, questo non vuol dire che non ci sia strategia negli scontri, un approccio totalmente privo di senno porterà a morte certa, tuttavia chiudersi in difesa attuando tattiche attendiste ci trasformerà anche in questo caso in cibo per vermi. La spinta così preponderante sulle meccaniche offensive non ha però messo in secondo piano quelle difensive, il protagonista potrà utilizzare lo slancio fornito dall’esoscheletro per effettuare ampie schivate, utili anche per gettarsi rapidamente sugli ostili sferrandogli un colpo Rapido e potente, oltre al dash è disponibile anche una parata attivabile col dorsale destro che permette di deflettere i colpi, gli sviluppatori hanno affermato che la parata sarà influenzata anche dall’armatura, più è pesante meglio riusciremo a rimbalzare le altrui percosse (ricorda molto la “stabilità” dei souls).

The Surge screen 4
Lo ammettiamo, qualche scorcio evocativo c’è, ma in generale lo stile e le ambientazioni non ci hanno colpito un granché

Uccidi. Muori. Ripeti.

The Surge è un gioco difficile, davvero difficile, e ciò significa che si morirà tanto, davvero tanto. Ma cosa succederà una volta che il nostro eroe ascenderà ai nove cieli del paradiso? Ciò che succede anche in un souls like che si rispetti, si perderanno tutti i rottami raccolti dall’uccisione dei nemici, che poi andranno ripresi una volta spawnati nel checkpoint più vicino. Non si tratta di un falò, bensì di un “operation center”, dal quale potremo potenziare il personaggio e craftare nuovo equipaggiamento dopo aver raccolto i progetti necessari. Si potranno creare nuove armi, ognuna con il suo moveset e finishing, oppure elementi per l’armatura come caschi e fari da posizionare sulla nostra fida exo suit. Ovviamente una volta che saremo morti anche tutti i nemici riappariranno, più cattivi che mai, lo stesso avverrà se entreremo in un centro operativo. Siamo davanti ad una scelta di puro gameplay, lo sappiamo, ma il respawn improvviso dei “mostri” cozza non poco con l’impianto narrativo (a meno che non venga trovata una giustificazione, ma dubito).

The surge screen 3
La boss fight finale era piuttosto banalotta ed ingessata

Per evitare un respawn troppo pressante o il dover ripetere lunghi tratti, il level design presenta scorciatoie attivabili sovraccaricando alcuni dispositivi oppure attivando leve e meccanismi nascosti. Man mano che si acquisiranno nuove abilità sarà possibile ritornare negli scenari già percorsi per scoprire nuove vie e nuovi bonus, che ci renderanno più semplice l’avanzare nell’avventura. La demo è terminata con una timida boss fight, con protagonista un enorme robot bipede armato di cannoni e lanciamissili, prima di poter intaccare la sua vita è stato necessario riempire una barra denominata “Threat analysis” colpendo ripetutamente il nemico, per poi mutilarlo nelle sue parti funzionali più importanti. Gli sviluppatori hanno detto che ci saranno tanti modi per soggiogare i boss, compresi alcuni molto particolari e”challenging”, speriamo anche che le boss fight siano più varie perché quella che abbiamo visto non ha stuzzicato abbastanza le nostre papille gustative.
Uscito dalla piccola saletta dove si è tenuta la breve conferenza non ho perso l’interesse nutrito in The Surge. L’atmosfera e lo stile mancano, e questa è una grave pecca per un titolo che va a scontrarsi inevitabilmente con i giochi From Software, d’altro canto la creatura dei Deck 13 ha carattere nei combattimenti melee e la spinta così forte nel giocare con uno stile aggressivo potrebbe essere un punto di forza. Staremo in attesa speranzosi, il gioco arriverà nel 2017 su PC, PlayStation 4 e Xbox One e le carte in regola per fare bene ci sono, vediamo come verranno giocate.