Gli autori di E.Y.E. Divine Cybermancy stanno lavorando per portare sui nostri PC un riadattamento di Space Hulk, celebre gioco da tavolo basato sull’universo di Warhammer 40.000. Dopo averlo visto alla gamescom 2016 vi diamo le nostre impressioni.

Data di uscita Novembre 2016
Genere FPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer (Coop)
Piattaforme PC
Sviluppato da Streum On
Distribuito da Focus Home Interactive
Versione testata //
Cover

Nel lontano 1993 Electronic Arts pubblicava su Amiga, DOS e PC-98 Space Hulk, un gioco ispirato all’omonimo table top game, nel quale i valenti soldati dell’imperatore in armatura da Terminator dovevano fronteggiare la minaccia Tiranide a bordo di un relitto alla deriva nello spazio, uno Space Hulk appunto. Il board game ha riscosso un discreto successo, tanto che nel 2013 anche Full Control Studio ha pubblicato, con scarso successo, un riadattamento del gioco da tavolo, proponendolo nei panni di uno strategico a turni. È poi arrivato il turno di Streum On Studio, autore del troppo poco conosciuto E.Y.E. Divine Cybermancy, che con l’ausilio del versatile Unreal Engine 4 ha costruito uno sparatutto in prima persona davvero interessante.

Space Hulk Deathwing Ante with description 4
I Tiranidi non sono molto forti singolarmente, ma in gruppo diventano letali predatori

Caccia all’insetto

In Space Hulk: Deathwing saremo un Bibliotecario, un importante membro dell’ordine degli Space Marine, una persona di grande influenza e cultura con le capacità di utilizzare poteri psionici, che vanno da semplici scariche elettriche o telecinetiche, fino a vere e proprie visioni e premonizioni. Uno degli sviluppatori ha iniziato una partita in modalità giocatore singolo, partendo da un hub di gioco era possibile modificare il nostro equipaggiamento, e quindi imbracciare requiem pesanti e spade ad una mano oppure spingerci fino ad una configurazione basata su martello e scudo. Avevamo la possibilità di cambiare anche l’armamentario dei ragazzoni in armatura da Terminator che ci accompagnavano, le cui routine erano gestite dall’IA. Il gioco potrà essere giocato anche in cooperativa con quattro amici, e secondo noi sarà la maniera più divertente per assaporarne tutte le sfumature, ma anche al comando di una truppa di fedeli soldati dell’Imperatore ci saranno possibilità per esaltare le doti da stratega che sono in noi. Con una ruota dei comandi era infatti possibile dare indicazioni di movimento ai nostri compari oppure spingerli ad eseguire azioni specifiche, come curarci.
Come nel board game originale l’ambientazione sarà un’enorme nave della flotta imperiale alla deriva, invasa da una particolare specie di Tiranidi: i Genestealers. Per chi non avesse troppa familiarità con l’universo di Warhammer 40.000, i Tiranidi sono una specie aliena simile agli Zerg di StarCraft (questi ultimi sono stati creati basandosi proprio sulle creature di Games Workshop), sono estremamente aggressivi e basano le loro strategie di combattimento sull’enorme superiorità numerica. Il loro famelico incedere può essere arrestato soltanto dalle armi benedette dei guerrieri dell’Imperium, e sarà quindi nostro onere ed onore spazzare via dagli angusti corridoi della nave spaziale ogni impuro xeno.

Space Hulk Deathwing Ante with description 2
Non ci saranno solo ambientazioni gotiche, ma anche classici cunicoli mettallici

Col fuoco e col sudore

La missione che ho avuto occasione di vedere faceva parte della main quest (non è chiaro se ci saranno contenuti di altro tipo) e prevedeva la sconfitta di un boss situato in uno dei settori della nave. La mappa era molto ampia e le vie per raggiungere l’obiettivo erano molteplici, si poteva quindi prendere la via più breve e diretta, oppure deviare in cunicoli alternativi che nascondevano sorprese ed easter eggs. L’infrastruttura della nave è molto intricata e come nel board game ci sono diverse porte che possono essere aperte o abbattute e inoltre possono essere sfruttate per contenere il numero debordante di Tiranidi che ci assaliranno. Dietro ogni angolo potrebbero attenderci imboscate, dalle quali potremo sfuggire combattendo a distanza o in mischia. L’hud e le armi impugnate occupano una grande porzione dell’interfaccia e soprattutto negli scontri che coinvolgono un maggior numero di nemici potrebbe presentarsi un po’ di confusione. C’è da dire, però, che la sensazione di essere lenti ed impacciati, unita alla sovrabbondanza di elementi a schermo, restituisce un feeling che si sposa benissimo con l’universo che viene raccontato. A proposito di racconto, qui sorge uno dei dubbi più grandi: quanto sarà importante la componente narrativa? Da ciò che abbiamo visto Space Hulk: Deathwing è profondamente incentrato sulla giocabilità, l’obiettivo da raggiungere nella missione principale era molto “arcade” e senza sfumature particolarmente interessanti. Insomma il titolo vuole catturare l’essenza del gioco da tavolo e riproporla in un’esperienza da godersi preferibilmente in cooperativa. La deriva arcade è confermata anche dal fatto che al termine della missione ci sarà una schermata punteggi, la quale riassumerà il nostro operato e ci darà la possibilità di sbloccare nuove abilità e poteri psichici. Presente anche uno speciale bottone che ci consente di ritornare all’hub di gioco, utile se ci troviamo in situazioni spinose, occhio però perché più sarà alto il livello di difficoltà meno potrà essere usato il suddetto bottone.

Space Hulk Deathwing Ante with description 3
L’armamentario è completamente customizzabile, i modi per trucidare gli sporchi xeno dipenderanno solo dalla vostra fantasia

Graficamente parlando Space Hulk: Deathwing colpisce con i suoi giochi di luci ed ombre, anche le texture e i modelli erano belli da vedere, visto però che la demo era ambientata prevalentemente in luoghi quasi privi di fonti di illuminazione poteva essere difficile notare alcune ruvidità. Lo stile e l’ambientazione sono sicuramente i punti forti del gioco di Streum On, gli interni della nave riprendono lo stile di una cattedrale gotica, le pareti si perdono in altezza, ci sono gargoyle e figure inquietanti sui muri, archi a sesto acuto e un clima di oscuro misticismo. Delizioso.
Nel complesso ci troviamo di fronte ad un titolo che ha del potenziale, con un comparto artistico che enfatizza lo stile peculiare di Warhammer 40.000 e restituisce ambienti fedeli e intriganti, che saranno graditi soprattutto ai fan. Il dubbio più grande riguarda proprio l’impostazione del gioco, da quanto siamo riusciti a comprendere Space Hulk: Deathwing non offrirà una storyline narrativamente troppo complessa, ma bisognerà vedere se questa impostazione pensata per la modalità cooperativa darà i suoi frutti, e soprattutto se alle lunghe non stancherà con formule di gameplay troppo simili fra loro. Per il giudizio definitivo bisognerà attendere ancora un po’, il gioco è infatti in uscita esclusiva su PC questo novembre.