Abbiamo avuto l’opportunità di mettere le mani sulla demo di Rise of the Tomb Raider, il nuovo capitolo della saga reboot dei ragazzi di Crystal Dynamics

Data di uscita 16 novembre 2015
Genere Action-advanture
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox One, Xbox 360, PlayStation 4
Sviluppato da Crystal Dynamics
Distribuito da Square Enix
Versione testata Xbox One
Cover

Rise of the Tomb Raider, il secondo episodio reboot della famosa serie inspirata a Lara Croft, la cacciatrice di tombe più famosa al mondo, sta per arrivare nei negozi in esclusiva temporale per Xbox One e Xbox 360, mentre su PC arriverà nei primi mesi del prossimo anno e ancora più tardi, a fine 2016, su PlayStation 4. La serie, che negli anni si è creata una consistente fanbase, è ricominciata da zero, ripartendo da quando Lara era ancora una giovane archeologa alle prime armi alla scoperta dei misteri più reconditi.

Rise of the Tomb Raider-02

A caccia di tombe

In Rise of the Tomb Raider Square Enix e Crystal Dynamics sembrano aver voluto riprendere, anche se solo in parte, le vestigia della serie di molti anni fa, rinfarcendo e ampliando le tombe esplorabili, con un occhio di riguardo alle sfide. La versione di prova da noi giocata era ambientata nella Tomba del profeta in Siria, nella quale, una volta raggiunta la destinazione finale, fa irruzione un nuovo nemico, il comandante – di cui ancora non conosciamo il nome – delle truppe terrestri della Trinità accompagnato dalle sue forze. Dopo un acceso dialogo tra i due, ci troveremo a dover fuggire dalla tomba in fretta e furia, affrontando una delle classiche scene platform presenti in Tomb Raider, per evitare di rimanere seppelliti vivi tra le macerie.
Negli attimi prima dell’inizio della nostra fuga ci è stato possibile effettuare qualche scontro a fuoco con la nostra fidata pistola, ma non abbiamo notato delle modifiche degne di nota rispetto al precedente capitolo. Purtroppo non abbiamo potuto testare le abilità con l’arco, poiché nella demo ci era possibile utilizzare solamente la pistola.
Certamente non si può dire che sia ritornata ad essere la Tomb Raider di un tempo, anche perché si tratta di un reboot che vuole essere più mainstream e non un rimando vero e proprio alla vecchia saga che, probabilmente, se riproposta oggi, con la medesima miscela tra azione ed esplorazione, non farebbe molto successo, se non tra gli amanti della passata versione di Lara Croft.

Rise of the Tomb Raider 4

Shader a tutto spiano

Una delle cose che ci ha colpito di più è senz’altro il comparto tecnico, traboccante di shader veramente ben fatti contornati da una più che buona gestione dell’illuminazione, il tutto riusciva straordinariamente a girare tranquillamente su Xbox One. Abbiamo notato anche dei modelli dei personaggi eccellenti, specialmente quello di Lara. Quest’ultima è anche dotata di espressioni facciali coerenti e migliorate rispetto a quelle viste sul primo episodio e di capelli ancora più realistici, grazie al TressFX 3.0 che sarà presente nativamente anche sulle console dell’attuale generazione.
Purtroppo non possiamo parlarvi dell’impianto sonoro, in quanto nella sala di prova dedicata alla stampa c’era molto rumore che ne impediva l’ascolto.

Rise of the Tomb Raider

Commento

Rise of the Tomb Raider è un titolo veramente interessante e Crystal Dynamics sembra essersi impegnata molto per offrire ai propri utenti un prodotto di qualità, sia a livello tecnico che di gameplay. In questo episodio avremo anche modo di rincontrare, in diverse situazioni, una vecchia conoscenza, Jonah Maiava: il simpatico omaccione che ci accompagnava nel corso delle nostre disavventure in Tomb Raider.
Per il piacere di tutti gli utenti, specialmente quelli di vecchia data, Crystal Dynamics ha deciso di aumentare il numero di tombe esplorabili rispetto al primo capitolo della saga. Insomma, i presupposti per un ottimo gioco ci sono tutti, non dobbiamo far altro che aspettare il 13 novembre per poter mettere le mani sul prodotto finito e vedere cosa hanno in serbo per noi i ragazzi dello studio californiano.