Tra la miriade di titoli presenti alla gamescom 2016, siamo riusciti a mettere le mani su ReCore, la nuova creatura di Inafune, uno dei creatori di Mega Man.

Data di uscita 16 settembre 2016
Genere Action, Adventure, Platform
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox One
Sviluppato da Comcept, Armature Studio
Distribuito da Microsoft
Versione testata Xbox One
Cover

Siamo volati fino a Colonia, in Germania, per partecipare alla gamescom 2016, dove abbiamo potuto vedere e provare moltissimi nuovi titoli, tra questi c’è proprio ReCore: il videogioco d’avventura a piattaforme sviluppato da Comcept con la partecipazione di Keji Inafune, colui che ha dato vita al famosissimo Mega Man. ReCore venne annunciato all’E3 dello scorso anno, ma da allora ne è passato di tempo ed ora, alla fiera videoludica coloniese, il gioco si mostra al pubblico di tutto il mondo poco prima che arrivi il lancio ufficiale del gioco, il prossimo 16 settembre. Vediamo insieme come si comporta il titolo del caro Inafune.

Recore Image 4

Tra aspettative e realtà

ReCore è uno dei giochi che sembravano promettere di più alla fiera losangelina dello scorso anno, ma una partenza con il botto sembra aver perso di vigore; da quando la stampa è riuscita a mettere le mani sulla prima build giocabile, pare che tutti siano rimasti, senza usare mezzi termini, un po’ delusi. Noi di Gamesquare.it siamo riusciti finalmente a provarlo e dobbiamo dire che in parte condividiamo il “malcontento”, questo perché effettivamente il trailer d’annuncio ci ha fatto immaginare un gioco leggermente differente. Ma procediamo con ordine.
In ReCore vestiremo i panni di Joule Adams, una giovane sopravvissuta ad un terribile cataclisma avuto luogo sulla terra e che fa parte del gruppo che si è trasferito su un nuovo mondo per ricreare una casa per l’umanità. Quando si risveglia dal suo lungo crio-sonno scopre che nulla è andato come programmato, partirà quindi insieme al suo corebot Mack a scoprire cosa è successo.
Si tratta di un gioco che possiede delle meccaniche peculiari che lo contraddistinguono dagli altri: nel corso dei combattimenti dovremo affrontare quattro tipi di nemici (tutti robot) differenti, tutti distinguibili dal colore del core, la loro fonte di energia, che questi possiedono. In totale sono presenti quattro colori dei core, giallo, blu, rosso e verde per altrettante modalità della nostra arma. Quest’ultima va costantemente modificata in base al tipo di nemico, se si tratta di nemico di colore blu dovremo utilizzare l’arma nella modalità corrispondente per poterlo distruggere con rapidità, altrimenti i nostri attacchi non sortiranno quasi alcun effetto. Oltre al combattimento sono presenti molte sezioni platform ed enigmi, nella versione da noi testata risultavano piuttosto semplici ed era necessario solamente di saltare ed utilizzare gli stivali a reazione per raggiungere una piattaforma, utilizzare il nostro rampino per aprire una porta o ancora trovare un modulo di attivazione per aprirci la strada.

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Come già in molti sapranno, nel gioco avremo a disposizione un compagno robotico, detto Corebot, che ci accompagnerà lungo tutta la durata dell’avventura e sarà possibile scambiarlo tra tre diversi tipi: Mack (K-9), Seth (SP-DR) e Duncan (AP-3). Ognuno di essi si differenzia per l’abilità speciale e lo scopo d’uso, ad esempio il Mack, quello che ha delle sembianze pseudo canine, si dimostrerà molto utile nei combattimenti, anche se pare non sortiscano quasi alcun effetto contro i nemici più nerboruti e i boss. Non si tratta di companion statici, bensì è possibile modificarli mediante un sistema di crafting che permette di cambiare loro anche l’abilità speciale. Il Corebot non può essere intercambiato come e quando ci pare, in quanto la funzione per farlo va in cooldown una volta eseguita impedendoci di effettuare nuovamente lo switch per un certo periodo di tempo, anche se si tratta di pochi secondi.
La build da noi testata alla gamescom era la stessa che venne mostrata nel corso della E3 2016. Per questo motivo vi invitiamo a prendere con le pinze quanto segue, in quanto potrebbe non rispecchiare il prodotto finale.
Il comparto tecnico nel complesso non è affatto male, le ambientazioni sono molto interessanti e anche la caratterizzazione dei nemici, oltre che della protagonista, sono ben fatti, d’altronde è Inafune il producer e uno dei writer del gioco. Nonostante questo, però, l’animazione del colpo caricato dell’arma e la definizione non sono strabilianti, in particolare il colpo caricato sembra semplicemente una texture in 2D che si ingrandisce a scatti, anziché gradualmente, con qualche scarno effetto animato.

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Il gameplay è interessante, la fusione tra gioco d’avventura e platform funziona, anche se non ci è per niente piaciuto il sistema di mira automatica che non si differisce molto da un aimbot, riducendo talvolta gli scontri ad un banale “kiting (correre in giro per la stanza e sparare ai nemici senza farsi colpire). Certo, da quanto detto dagli sviluppatori col progredire della campagna si incontreranno man mano meccaniche di gioco sempre più complesse, ma non possiamo dire quanto questo influenzerà il sistema di gioco.

Commento

ReCore è un videogioco intrigante, con delle meccaniche particolari e innovative, ma il gameplay, per ora, ci sembra essere troppo semplicistico e l’impianto grafico necessita ancora un po’ di ottimizzazione e di qualche miglioria. Insomma, dal trailer della E3 2015 ci aspettavamo un po’ di più dalla nuova creatura di Keji Inafune, ma ciò non significa che dall’ultima fiera losangelina non abbiano avuto il tempo di sistemare queste cose ed aggiungere, magari, qualcosa in più.