Abbiamo provato approfonditamente la beta di Rainbow Six: Siege e queste sono le nostre impressioni.

Data di uscita 1 dicembre 2015
Genere FPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Ubisoft Montreal
Distribuito da Ubisoft
Versione testata PC
Cover

Nelle nostre menti è ancora vivido il ricordo di Rainbow Six: Patriots, annunciato nel 2011 e poi cancellato tre anni più tardi, ma è ancora più grande l’attesa per Rainbow Six: Siege, un gioco che prende le distanze dalla serie ispirata agli scritti di Tom Clancy, che tuttavia si propone di spazzare via tutte le incertezze dei fan con un gameplay cesellato alla perfezione. Non neghiamo di esserci rimasti male quando abbiamo saputo che il gioco non disporrà di una campagna singleplayer, sacrificata in favore del comparto multigiocatore che, alla prova dei fatti, si è rivelato essere estremamente divertente ed appagante e in grado di farci in parte dimenticare un’assenza del genere. Abbiamo testato approfonditamente il gioco durante il periodo di closed beta e queste che leggerete in seguito sono le nostre, ottime, impressioni.

Rainbow Six Siege Anteprima 1

Sbirro buono e sbirro cattivo

Non è un segreto che Rainbow Six: Siege punti a sublimare l’essenza del tatticismo viudeoludico, favorendo in larghissima parte gli approcci ragionati ed intelligenti, piuttosto che quelli scoordinati e confusi tipici di altri shooter multiplayer. Proprio per questo il gioco di Ubisoft appare immediatamente indirizzato ad un’utenza più matura, che non esita a sacrificare la propria individualità per fare sì che la squadra funzioni come un orologio svizzero.
Il lavoro fatto per spingere alla cooperazione e all’uso scaltro dei gadget è tanto ed efficace: partendo dalla struttura delle mappe, tre nella beta Hereford Base, House e Consulate, estremamente curata, che mette a disposizione tantissime vie per fare irruzione e dà tantissime possibilità di difesa. Non mancheranno pertugi dove far passare i droni che garantiranno una panoramica delle difese del nemico oppure botole da cui fare irruzione per piombare sopra la testa di ignari avversari. Così come ci saranno angoli da cui intercettare incursioni nemiche e posti dove piazzare bombe in grado di provocare ingenti danni. Capirete subito che in Rainbow Six: Siege è essenziale il posizionamento: una difesa ben organizzata è quella che non lascia spiragli d’azione al nemico, ma che controlla ogni singola apertura, mentre un attacco ben fatto deve essere preceduto dallo studio dell’ambiente e delle difese. È essenziale quindi essere coordinati (e possibilmente parlare) con la squadra, per evitare, ad esempio, di essere presi alle spalle o colpiti da un micidiale attacco a tenaglia.
In questo senso ci vengono incontro le abilità degli operatori sbloccabili con i Renown points assegnati al termine di ogni match, nella beta erano presenti agenti appartenenti agli Spetsnaz, FBI Swat, GSG 9, GIGN e SAS, che grazie a gadget unici riescono a facilitare gli scontri. Troveremo Pulse, un difensore che dispone di un rilevatore di battiti cardiaci utile per individuare la posizione degli avversari; Smoke, equipaggiato con una letale bomba a gas, oppure Rook, che garantisce un plus all’armatura degli alleati. Passando al versante degli attaccanti avremo la possibilità di destreggiarci nei panni di Thermite, che può far esplodere con una carica anche le pareti con rinforzi metallici piazzati dai difensori; di Twitch, che manovra un drone che può stordire gli avversari. Dalla parte degli attaccanti abbiamo notato un leggero sbilanciamento delle classi con scudo antisommossa, Blitz, Fuze e Montagne, devastanti se protette a dovere e per questo scelte in gran parte dei match. Risulterà infatti molto difficile per il team in difesa sbarazzarsi di un bestione che avanza a testuggine contro di loro, che spesso potrà, da solo, freddare i bollenti ardori dei nemici.

Rainbow Six Siege Anteprima 2

Special Forces

Nella beta le modalità PvP a disposizione erano due: Bomb e Secure Zone. La prima molto simile ad un Cerca e Distruggi, la seconda ad un Dominio con un singolo punto, in questo caso un container radioattivo, da conquistare. Bomb ci è sembrata la modalità che necessita di più cooperazione e tattica, in quanto dalla parte dei difensori si dovrà controllare due ordigni separati e per forza di cose dividere anche la squadra, mentre in attacco si dovrà proteggere il membro del team con il Defuser, uno strumento che permetterà di disattivare l’esplosivo, e allo stesso tempo minimizzare le perdite facendo breccia nelle difese. Non sorprendetevi, però, se il 90% delle partite termineranno con la totale eliminazione di uno dei due team, perché il time to kill è bassissimo e basteranno un paio di colpi ben assestati per farvi oltrepassare l’Acheronte. Tenete in considerazione, poi, che quasi ogni parete sarà distruttibile, anche quelle rinforzate dai vostri compagni, quindi dovrete veramente farvi spuntare un altro paio di occhi dietro al cranio per evitare proiettili vaganti in grado di sorprendervi.
Con Rainbow Six: Siege Ubisoft ha dedicato molta cura anche alla gestione dei giocatori morti che, vista l’assenza di un respawn mediata solo parzialmente dalla possibilità di curare un alleato ferito a terra, saranno sempre in numero alto. Nel gioco non ci sarà frangente in cui la nostra utilità decadrà, anche da defunti potremo aiutare il nostro team segnalando gli avversari attraverso le telecamere di sicurezza oppure da droni saggiamente piazzati dietro le linee nemiche. La durata molto esigua delle partite, poi, contribuirà a rendere sempre dinamico ogni match e spazzerà la via la noia. Chiaramente il tempo andrà gestito e i tre minuti messi a disposizione prevengono la possibilità di vedere i tanto odiati “camper“, anche se ci sono sembrati fin troppo esigui per portare a termine una manovra ben organizzata.
Divertente anche la modalità Terrorist Hunt, che ci permetterà di affrontare, da soli o con altri quattro compagni, un buon numero di ostili barricati all’interno di un edificio. L’IA va ancora limata, anche se fa degli aggiramenti e degli attacchi a sorpresa uno dei suoi punti di forza, concedendoci la possibilità di allenarci in vista di match multiplayer decisamente più agguerriti e tosti.

Rainbow Six Siege Anteprima 3

Beta Bugs

La più grande pecca della beta di Rainbow Six: Siege è quella di avere un matchmaking estremamente problematico. Ovviamente c’è da tener conto che si tratta di una versione che non rispecchia ancora la qualità del codice finale, che probabilmente sarà ripulita da ogni magagna di sorta. Sta di fatto, però, che il basso numero di giocatori (che Ubisoft ha intenzione di incrementare prolungando l’evento fino al 4 ottobre) unito a errori e bug insiti nel codice, rende estremamente tedioso ricercare una partita. Spesso capiterà di non essere riusciti a giocare neanche un match intero dopo un’ora di gioco oppure che alcuni membri della squadra vengano buttati inspiegabilmente fuori dal match in seguito ad uno strano errore.
Abbiamo inoltre riscontrato la presenza di compenetrazioni poligonali che possono rivelare la presenza di un nemico, in quanto il suo braccio sta attraversando un muro, e abbiamo notato la sparizione improvvisa di alcune pareti. Estremamente stabile, invece, il netcode, che ci ha permesso di giocare in tutta tranquillità fatta eccezione per sporadici casi.
Spendiamo le ultime parole per elogiare il comparto tecnico il quale, seppur non al livello di altre produzioni, coniuga perfettamente la gradevolezza visiva ad una stabilità granitica in qualsiasi situazione, anche con tutti i dettagli massimizzati. Ancora migliore il comparto audio, che va sfruttato al massimo per riuscire a carpire la posizione degli avversari o a distinguere il tipo di gadget utilizzato.

Rainbow Six Siege

Commento

Rainbow Six: Siege potrebbe rivelarsi uno dei migliori lavori realizzati da Ubisoft da qualche anno a questa parte. La capacità e la volontà di creare un pilastro del genere degli sparatutto tattici ci sono e sono riscontrabili in un gameplay eccezionale, nel quale gli amanti della cooperazione e delle strategie di gruppo potrebbero seriamente perdersi. Basterà semplicemente ritoccare qualcosina e bilanciare alcune armi per trovarci al cospetto di un signor gioco, che ci spingerà a macinare una partita dopo l’altra fino all’alba, gridando “Tango a terra!” insieme agli amici.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2500K or AMD FX-8120 Eight-Core
Scheda Video Nvidia GeForce GTX 670 or AMD Radeon HD 7970 / R9 280 X
Memoria 8 GB
OS Windows 7, 8, 8.1, x64