Nel corso del Milan Games Week, la fiera italiana più autorevole nel settore videoludico, siamo riusciti a mettere le mani su due nuovi visori a realtà virtuale, il PlayStation VR e l’HTC Vive: uno dedicato quasi esclusivamente al mondo dei videogiochi e l’altro adatto anche per un utilizzo meno ludico, come potrete vedere dall’anteprima di Libertador. In questo articolo, invece, tratteremo il visore prodotto da Sony, che fino a poco tempo fa si faceva chiamare Project Morpheus. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono dagli altri.

Prova del PlayStation VR

Il mio è più grosso!

Da quando venne annunciato l’Oculus Rift, il primo visore a realtà virtuale, ogni azienda importante del settore ha iniziato a lavorare per crearsi il proprio. Dall’inizio di questa “guerra fredda”, i produttori hanno incominciato ad aggraziarsi l’utenza con la forza dei numeri, cioè le caratteristiche tecniche del visore, anziché puntare sulla qualità effettiva e sull’innovazione. Sono passati tre anni dall’annuncio della prima versione del visore sviluppato da Oculus VR e nel frattempo i prodotti che abbracciano la realtà virtuale sono aumentati esponenzialmente, tanto che, con l’uscita dei vari modelli nel primo semestre del 2016, sarà difficile per l’utente finale capire su quale dispositivo puntare. Sony in questo senso ha deciso di semplificarsi la vita creando un visore, per l’appunto il PlayStation VR, dedicato interamente alla sua ultima console casalinga.
Snoccioliamo qualche informazione, il visore della casa giapponese è dotato di un display da 5.7” OLED con una risoluzione di 1920×1080 pixel totali, quindi 960×1080 per occhio – si tratta quindi di uno schermo Full HD –, con una frequenza di aggiornamento di 120 Hz ed una latenza che si aggira intorno ai 18ms di ritardo e, ovviamente, è dotato di sensori che, almeno nella build da noi provata alla fiera milanese, necessitano della PlayStation Camera per funzionare. Dalle caratteristiche poc’anzi illustrate – appartenenti alla seconda versione del visore -, si evince che Sony non ha voluto pompare i dati per fare gara a chi lo ha più grosso, bensì ha prevalentemente sfruttato la completa compatibilità e i titoli in esclusiva sulla sua console PlayStation 4. Alcuni dei pezzi forti del visore sono il design e l’ergonomia: PlayStation VR è spettacolare da vedere e allo stesso tempo veramente comodo e fruibile anche da chi, come il sottoscritto, indossa gli occhiali per ogni genere di attività, ed è una cosa da non sottovalutare! Vediamo ora com’è stata la nostra esperienza d’uso in sede di prova.

Prova del PlayStation VR

Nello spazio con EVE: Valkyrie

Presso lo stand dedicato al PlayStation VR era possibile scegliere con quale gioco demo effettuare la prova, noi abbiamo optato per un titolo spaziale, EVE: Valkyrie, che, forse più degli altri, era in grado di sfruttare al meglio tutte le funzionalità offerte dal visore. Nel gioco dovevamo pilotare una navicella spaziale con la quale partecipavamo ad uno scontro contro una piccola flotta di navette nemiche guidate dall’intelligenza artificiale. L’interfaccia del gioco era studiata per funzionare al meglio con l’ausilio del visore e la cabina di pilotaggio ci permetteva di poter vedere gli avversari che si trovavano ai lati oppure sopra o sotto di noi grazie alle ampie vetrate di cui era fornita.
Una volta scelto il titolo da giocare l’espositore ci ha illustrato il visore ed elencato tutte le caratteristiche tecniche, oltre ad informarci che la versione finale è prevista per il primo quadrimestre del 2016. Ciò che ci ha maggiormente colpito è il design, in stile futuristico, completamente bianco e con le luci blu dei sensori che sembrano, in qualche strano modo, richiamare il film di “Robocop”. In più, come abbiamo già accennato prima, il PlayStation VR è dotato di un sistema che permette all’utilizzatore di rimanere con gli occhiali incollati al naso, invece che toglierli come negli altri dispositivi: questo grazie ad un sistema che permette di distanziare il visore dalla faccia, senza però perdere la qualità visiva o l’effetto di immersione.
PlayStation VR è risultato essere davvero molto comodo da indossare ed utilizzare, era assente ad esempio la solita matassa di cavi che intralcia l’uso, e grazie ad una latenza molto bassa sono stati ridotti al minimo gli episodi di motion sickness. Purtroppo, però, alla fine dei conti, la qualità visiva non è al livello di quella degli altri visori, come l’HTC Vive e l’Oculus Rift, proprio perché la risoluzione non supera il Full HD, mentre i competitori raggiungono i 2160×1200 pixel, cioè 1080×1200 per occhio. Tutto ciò si traduce in una maggiore percezione del reticolato dei pixel, cioè lo spazio che c’è tra di essi, che potrebbe arrecare fastidio a chi ne fa un uso prolungato. Possiamo però metterci l’anima in pace, secondo gli sviluppatori per evitare che si percepisca il reticolato i visori dovrebbero essere dotati di display con una risoluzione a 16K (15360×8640 pixel), quindi una risoluzione quattro volte superiore rispetto al 4K.

Prova del PlayStation VR

Commento

PlayStation VR è un buon visore a realtà virtuale e noi siamo convinti che Sony riuscirà a fare anche delle buone vendite, soprattutto grazie all’ergonomia e al completo supporto da parte della console PlayStation 4 che non tutti i visori possono vantare. Purtroppo il prezzo non è stato ancora ufficializzato, ma considerando i circa 350 dollari necessari per acquistare l’Oculus Rift, non possiamo che augurarci che l’esborso finale sia alla portata di tutti.