Abbiamo provato la closed beta di Mirror’s Edge Catalyst, vediamo quali sono state le nostre prime impressioni tra una evoluzione di parkour e un hack.

Data di uscita 9 Giugno 2016
Genere Avventura dinamica, Piattaforme
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da EA DICE
Distribuito da Electronic Arts
Versione testata PS4
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La prima sensazione che si ha giocando a Mirror’s Edge Catalyst è quella di avere tra le mani un gioco che in un certo senso non diventa mai pienamente coinvolgente.
La storia che ci viene presentata si rivela essere molto legata col passato di Faith, che come vediamo nell’incipit, ha dovuto assistere, quando era ancora in giovane età, a degli eventi brutali che ne hanno condizionato la crescita,trasformandola da bambina spensierata in una “ribelle” sempre pronta a sfruttare le sue immense doti fisiche per aiutare il prossimo. Eppure, a causa dello scarso carisma dei suoi amici, ma anche dei suoi nemici, non ci siamo mai sentiti totalmente presi dalla storia; se poi ci aggiungete che la società disegnata da DICE è difficilmente identificabile con la nostra, allora sorge qualche piccolo problemino. Ovviamente lungi da noi attaccare il gioco, le sue peculiarità sono tutt’altre, e adesso le andremo ad analizzare.La società di cui entriamo a far parte è fredda, quasi asettica ci verrebbe da dire, con vetro e acciaio a dominare un panorama di grattacieli tra cui fare “parkour”, un setting ideale per una super donna come la nostra protagonista. Tutto pare essere controllato senza che nessuno ormai ci faccia più caso, le grandi società e corporazioni private dominano la scena. La corporazione in mano al malvagio Gabriel Kruger sarà oggetto di grande contrasto da parte di Faith, e i tanti KrugerSec (una sorta di polizia privata) saranno pane quotidiano con cui confrontarsi all’ultimo colpo.

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Le ali della libertà

Diciamocelo chiaro e tondo, Mirror’s Edge è un brand che difficilmente lascia indifferenti: o si ama o si odia. Ma sin dall’uscita del primo capitolo, la sensazione è che gli sviluppatori abbiano puntato comunque a creare un titolo per tutti, dalla giocabilità relativamente semplice ed intuitiva e la scelta di favorire un impatto visivo di un certo rilievo. E su questo punto EA e Dice hanno colpito nel segno: se una cosa non può essere criticata, è il senso che questo capitolo, ancor più del primo, dà al giocatore di libertà, la libertà di spaziare tra un tetto ed un altro, di saltare, roteare, strisciare e sfruttare ogni centimetro favorevole per spostarsi rapidamente da un posto ad un altro godendo sempre dello splendido panorama offerto dalla City of Glass. Insomma, è comunque un gioco che possono giocare tutti.
Trattandosi di una “closed beta”, siamo anche sicuri che qualche imperfezione grafica sui modelli poligonali di sfondo verrà in questo senso migliorata ulteriormente.
A livello tecnico, sulla versione provata le sensazioni sono buone, con un buon lavoro svolto sull’illuminazione e sugli effetti meteo.
Il gioco dovrebbe in teoria attestarsi sui 60 fps, ma su questo fronte dobbiamo invece denotare svariati ma piccoli cali, ritenendoci addirittura fortunati: infatti come abbiamo avuto modo di vedere, i problemi di frame rate su Xbox One sono molto più marcati, con cali più frequenti al di sotto dei 40 fps; le cut-scene restano invece ferme addirittura a 30 fps, ma da qui al 9 Giugno c’è ancora un pochino di tempo per rimediare a questi problemi.
In questo video confronto tra PlayStation 4 e Xbox One proposto da Digital Foundry potete farvi un’idea ancor più dettagliata.

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Run, Faith, run!

L’unica grande opzione di gameplay disponibile nel menù di pausa è relativa alla Runner’s Vision: si può scegliere tra Full Vision, parziale o assente. Per chi non avesse idea di cosa si tratti, è presto detto, la Runner’s Vision non è altro che una sorta di navigatore, che se attivo ci indica sempre la via da seguire per raggiungere un determinato posto o obiettivo.Tale opzione ci indicherà la direzione da seguire e uno dei metodi per superare un ostacolo, ma come il gioco ci ricorda spesso, non sempre il più veloce. Ovviamente per chi odiasse avere sempre una scia rosso fuoco che ci dica esattamente che direzione seguire, tale opzione come detto può essere anche disattivata.

Free Roaming

Col potere dei 4 grilletti e degli analogici, abbiamo il controllo praticamente totale della nostra runner tra salti, virate e strisciate, il che è molto positivo visto che l’altra fantastica novità di questo capitolo è la possibilità di visitare la città senza vincoli, esplorandone tetti e gallerie di aerazione, saltando su tubi e cornicioni per trovare sempre la via più rapida (o più spettacolare). Di pari passo dunque, nel gioco sono state inserite diverse missioni secondarie che serviranno ad aumentarne non poco la longevità, e soprattutto a darci la possibilità di esplorare più a fondo tutte le zone della mappa: tra queste ricordiamo soprattutto Corsa, Consegna e Hacking, tutte piuttosto semplici, si tratta quasi sempre di spostarsi in un determinato lasso di tempo da un luogo ad un altro o di consegnare qualcosa prima che il contatore scenda a zero per ricevere una ricompensa. Gli Hacking invece consisteranno nel raggiungere un cartellone pubblicitario situato in un punto poco accessibile per modificarne l’aspetto e ribellarsi al dominio delle corporazioni. Tutto questo, unito alla possibilità di sfidarsi con la community nelle varie corse a tempo e non solo, rende il gioco decisamente più stuzzicante e più vario.
Come ormai per tanti e tanti giochi che lasciano libera l’esplorazione, nel menù avremo una mappa molto dettagliata con i luoghi e i punti d’interesse, e un aggiornamento costante della percentuale di esplorazione e segreti scoperti della città.

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La mia ragazza mena

Come già anticipato, Faith è una super donna, dotata di qualità eccezionali; tutto questo si traduce in una potenza di fuoco notevole. In questo caso la potenza di fuoco è rappresentata da tutta una serie di colpi di Kung fu con i quali la nostra amica è in grado di mettere KO i suoi avversari.
Anche in questo caso i comandi sono piuttosto semplici, distinguendosi tra attacchi potenti e attacchi leggeri e ricordando vagamente il sistema di combo e miglioramenti di The Witcher 3: triangolo per i primi e quadrato per i secondi, con la possibilità di sbloccare nuove combo e potenziamenti sempre dal menù di gioco, che però riguarderanno anche altre peculiarità della protagonista. Con l’aumentare dell’esperienza e dei punti guadagnati sbloccheremo la possibilità di acquistare questi potenziamenti (proprio come avviene in The Witcher 3).
Ultima ma piccola notazione, sparsi sempre per la città, e spesso sparpagliati casualmente anche nel vostro stesso appartamento, troverete una serie di piccole e simpatiche personalizzazioni per la vostra runner, visibili nella sezione Progressi->MyEcho.

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Commento

Mirror’s Edge Catalyst rappresenta comunque un grande salto di qualità rispetto al primo capitolo, migliorando tutti quegli aspetti tecnici che i giocatori si aspettavano, primo tra tutti la libera esplorazione. Nel contempo, il gioco avrebbe potuto esprimere un potenziale ben maggiore con una trama più coinvolgente ed una maggiore caratterizzazione dei personaggi. Non ci resta che aspettare il 9 giugno per mettere le mani sulla versione definitiva e saltellare incoscientemente per la città godendo di una splendida sensazione di libertà.