La Milan Games Week è stata una fiera non solo all’insegna del videogioco, ma anche della tecnologia applicata al medium, soprattutto quella più sperimentale. Oltre al PlayStation VR, di cui vi parlerà Kley in un articolo dedicato, era presente anche il visore HTC Vive, realizzato dalla collaborazione tra Valve e HTC, che abbiamo testato dopo una prova con il visore di Sony. Le nostre impressioni sono estremamente positive e tra tutti i dispositivi per la realtà virtuale HTC Vive è quello che ci ha colpito maggiormente, ecco perché.

Hands On HTC Vive

Guerra virtuale

Da quando Oculus VR ha ufficialmente presentato Oculus Rift il mercato della tecnologia applicata all’intrattenimento è andato in subbuglio. I più nerd tra di noi hanno colto l’innovazione molto positivamente, mentre tutti quelli ancorati al passato hanno sempre visto con diffidenza la realtà virtuale. Nonostante i videogiocatori siano spaccati tra enthusiast e scettici, con forse una propensione per questi ultimi, numerose case di produzione hanno risposto al grido di battaglia dell’azienda di Palmer Luckey presentando i loro visori proprietari.
Dopo Oculus Rift, su cui si sono concentrati gli interessi di Facebook (che ha acquistato Oculus VR) e di John Carmack, è stato il turno di Project Morpheus, ora conosciuto come PlayStation VR, fino ad arrivare ad HTC Vive, la risposta di Valve ed HTC. Questi appena citati sono solo alcuni dei progetti in sviluppo, quelli che sono degni di un maggior interesse, se volessimo citarli tutti potremo star qui a spendere ore e fiumi di parole. Quello che si realizza osservando la matassa di nuovi brevetti legati alla realtà virtuale è che sia iniziata una vera e propria guerra, che fin’ora si combatte più sulla possanza tecnologica che sui contenuti che verranno supportati in futuro. E’ come se si fosse detto, ora pensiamo a creare qualcosa di veramente figo e poi vedremo quali giochi potranno adattarsi perfettamente a questa tecnologia, il risultato è rappresentato da una serie di demo che molto probabilmente non si riveleranno veri e propri videogiochi da mettere in commercio. Se questo contribuisce a fomentare il pessimismo degli scettici, permette anche a coloro che sono più galvanizzati dalle novità (come me ad esempio) di assaporare il prodromo dell’innovazione che, sicuramente, queste tecnologie introdurranno all’interno del mondo dei videogames. A noi non dispiacciono gli assaggini, solo se però poi saranno seguiti da un pasto luculliano imbandito ad arte.

Hands On HTC Vive

Art Attack

Di tutte le demo testate quella che abbiamo provato su HTC Vive alla fiera meneghina era forse la meno videoludica, ma è stata quella in cui siamo riusciti ad apprezzare meglio il concetto di “realtà virtuale grazie anche alla possibilità di movimento su tre assi (x, y e z) e all’utilizzo di due appositi controller che si interfacciavano con la demo. Dopo aver indossato il casco, che probabilmente è il meno gradevole dal punto di vista estetico, ci sono stati forniti i due controller prima citati, dotati di un grilletto e un bottone e che, in ottica delle immagini visualizzate nell’ambiente virtuale, erano trasfigurati in due cursori grazie ai quali poter interagire con lo spazio circostante. Nella demo si poteva disegnare con lo strumento impugnato nella mano destra, mentre quello nella mano sinistra rappresentava una sorta di tavolozza dalla quale si potevano selezionare i tratti da utilizzare (come i pennelli di Photoshop). Per la selezione bastava avvicinare la mano destra alla sinistra e puntare in direzione dello strumento che si voleva utilizzare muovendoci sull’asse z. In questi casi abbiamo riscontrato qualche difficoltà a percepire il grado di profondità dello spazio virtuale, ciò è dipeso sicuramente dallo stato non troppo avanzato del visore e dalla nostra inesperienza con la realtà virtuale.
Lo spazio tridimensionale era utilizzato anche e soprattutto nelle meccaniche di disegno, che ci permettevano di tracciare forme anche in profondità. Potevamo, ad esempio, realizzare intorno a noi una struttura, la quale poteva essere visualizzata semplicemente ruotando lo sguardo, oppure spirali multicolore nelle quali si poteva entrare semplicemente camminando. Chiaramente non potevamo scorrazzare senza meta in giro per lo stand a causa della lunghezza limitata dei cavi che collegavano il dispositivo al computer, ma, anche con un raggio d’azione ristretto, l’immersione è stata sorprendente.
Siamo rimasti colpiti anche dal livello di dettaglio, a nostro parere il migliore tra tutti i visori in circolazione: HTC Vive dispone di un di display OLED con una risoluzione complessiva di 2160×1200 (1080×1200 per occhio), un refresh rate di 90 Hz e un FOV di 110 gradi, caratteristiche simili confrontate con la versione Crescent Bay di Oculus Rift, ma che restituiscono un impatto migliore, nonostante si veda ancora distintamente il reticolato e la definizione non sia eccellente.
Positiva anche la quasi totale assenza di motion sickness nonostante il largo uso dell’headtracking per osservare l’ambiente circostante. Tenete in conto, però, che questo fattore è molto dipendente dalla tipologia di ogni singola persona.

Hands On HTC Vive

Commento

Come scritto in apertura dell’articolo HTC Vive è stato il visore VR che più di tutti ci ha colpito. Forse una buona parte del merito è da imputare alla demo che ci hanno dato l’opportunità di provare, studiata appositamente per valorizzare molte delle potenzialità del prodotto. Il progetto frutto della collaborazione di Valve e HTC batte la concorrenza sotto il punto di vista del dettaglio e dell’immersività, mostrando anche una predisposizione più accentuata ad essere utilizzato in accoppiata con controller sperimentali, come quelli adoperati nella nostra prova. Fosse per noi riempiremmo la nostra triste dimora di visori, ma se dovessimo scegliere opteremmo per quest’ultimo. Rimaniamo in trepidazione per il lancio, previsto in forma ridotta per fine 2015 e in forma completa nei primi mesi del 2016.