Nascosto in un piccolo stand, alla Milan Games Week c’era pure Homefront: The Revolution. Noi l’abbiamo provato e queste sono le nostre impressioni.

Data di uscita 2016
Genere FPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Dambuster Studios
Distribuito da Deep Silver
Versione testata PC
Cover

Milan Games Week è un’esplosione di colori, rumori forti e fiumane di persone gonfie di hype in attesa di provare, anche solo per un attimo, il gioco che attendono da mesi. Ci sono i colossi, i big con file da più di un’ora, e poi ci sono gli stand più piccoli, generalmente poco frequentati. In un angolo nascosto tra Fallout 4 e PlayStation VR giacciono tre postazioni di Homefront: The Revolution, sicuramente non il gioco della fiera o qualcosa per cui strapparsi i capelli, ma un progetto degno di interesse, soprattutto per chi nel precedente capitolo aveva intravisto del potenziale inespresso.

Homefront The Revolution

Homeless

La genesi di Homefront: The Revolution è una girandola di colpi di sfortuna e cambi di direzione che molto probabilmente influiranno sulla qualità del prodotto finale. Si iniziò a parlare del titolo nel lontano 2011, il progetto, allora conosciuto semplicemente come Homefront 2, doveva essere sviluppato da Kaos Studios (gli stessi di Homefront) e mantenere invariata la formula di gameplay. Come ricorderete bene gli anni 2011/2012 furono neri per THQ, che fu costretta a chiudere Kaos Studios perché in forte deficit finanziario, il publisher lo seguì un anno dopo: nel 2012 infatti dichiarò bancarotta. L’IP, prima in mano di THQ è stata acquistata in seguito da Crytek e da Deep Silver che decisero di chiamare il gioco Homefront: The Revolution e di trasformarlo in un open world. Il silenzio radio dopo questi annunci si fece però preoccupante, e infatti Crytek rivelò nel 2014 che il brand era stato venduto a Koch Media, co-partner di Deep Silver. L’odissea non finisce qui però, perché nel marzo dell’anno seguente Homefront: The Revolution fu rinviato ufficialmente al 2016.

Dopo cotante peregrinazioni le nostre speranze sul gioco si erano affievolite, ma prima che l’ultimo lume si fosse spento l’E3 2015 ci riaprì gli occhi: finalmente vennero mostrate diverse sequenze di gameplay e, anche se il gioco ci apparve profondamente diverso dal predecessore, il nostro interesse si sintonizzò di nuovo con le frequenze dell’FPS, che ora era sviluppato da Dambuster Studios.

Homefront The Revolution 2

Lunga vita alla Grande Repubblica Coreana

La saga di Homefront ci racconta un futuro distopico nel quale gli Stati Uniti sono stati invasi dalla possanza tecnologica e dall’ardore della Grande Repubblica Coreana, uno stato che si ispira in maniera cristallina alla Corea del Nord. I pochi arditi rimasti si sono riuniti per contrastare il regime del terrore e riportare la libertà nelle loro case.

Homefront: The Revolution espande il gameplay lineare del primo capitolo spingendoci all’azione di sabotaggio nei confronti degli invasori asiatici in una mappa open world vasta e colma di attività. Una formula che si ispira a Far Cry in molti aspetti, come ad esempio la liberazione degli avamposti, ma con meno personalità ed originalità. La nostra prova non ci ha fatto comprendere la bontà di tali novità ma ci ha permesso di testare una delle tante missioni che affronteremo nel corso della campagna. Il nostro scopo era quello di tendere un’imboscata ad un convoglio nemico difeso da droni e soldati corazzati, per poi fuggire e riunirci ad un punto di randez vous insieme ai nostri amici ribelli. Nulla di troppo interessante insomma, minato ancor di più da un framerate imbarazzante a dir poco e crash che, fortunatamente, hanno interessato solamente i PC adiacenti al mio. La build mostrata era molto indietro con lo sviluppo, tuttavia si sono intraviste alcune idee piacevoli, come quella di inserire le voci del menu (ad esempio la mappa) in uno smartphone, come in GTA. Nulla di più da dire sull’arsenale a propria disposizione, abbiamo utilizzato un fucile d’assalto per gli scontri a distanza e un fucile a pompa per gli incontri ravvicinati, mentre con una classica molotov abbiamo acceso gli animi dei nostri avversari. La vita non si autorigenera e va ripristinata con dei medicamenti disponibili in numero limitato, anche per questo gli scontri hanno un tasso di sfida mediamente più alto rispetto ad altri FPS.

Homefront The Revolution 3

Commento

Lo abbiamo provato poco, ma Homefront: The Revolution non ci convince appieno. Tralasciando lo stato estremamente arretrato della demo che abbiamo testato, è la nuova deriva a lasciarci con l’amaro in bocca. Siamo sicuri che l’apertura all’open word sia quello di cui il brand abbia bisogno? E siamo sicuri che l’enorme “parco divertimenti” in cui poterci intrattenere a suon di missioni si rivelerà divertente e non eccessivamente dispersivo e monotono? I dubbi rimangono e la nostra prova non ha avuto assolutamente modo di fugarli. Per questo vi rimandiamo ad un eventuale altro provato oppure direttamente alla recensione.