In un’atmosfera di festa siamo andati da CD Projekt RED a provare Gwent: The Witcher Card Game, le nostre impressioni sono più che buone.

Data di uscita TBA
Genere Gioco di carte
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da CD Projekt RED
Distribuito da Bandai Namco
Versione testata PC
Cover

Tra tutti gli stand istituiti per gli appuntamenti con la stampa, quello di Gwent: The Witcher Card Game era forse il più bello e vivace. Già all’ingresso si percepiva un’atmosfera di festa, era stato imbastito un banchetto con tanto di frigorifero da cui prendere in gran quantità acqua e birra. Al centro dell’area c’era un enorme tavolo di legno che simulava l’impostazione della board del Gwent, munito persino di carte fisiche con cui sfidarsi. Una volta entrati nella stanza dove doveva avvenire la presentazione l’atmosfera goliardica non è svanita per nulla, dopo esserci seduti davanti alle postazioni di gioco ci è stata offerta altra birra (che noi ovviamente abbiamo declinato, per mantenerci lucidi e svolgere il nostro lavoro al meglio). La stessa presentatrice appariva piuttosto su di giri e ci illustrava delle slide tra un sorso e l’altro, insomma ci siamo divertiti, e il gioco era pure interessante.

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Il tabellone di gioco è stato quasi completamente ridisegnato, ora è più bello da vedere e alcune indicazioni sono più chiare e precise

Drinking Card Game

Cos’è il Gwent? È un drinking card game!” Così una delle sviluppatrici del gioco, evidentemente in preda ai fumi dell’alcol, ha definito il nuovo gioco di CD Projekt RED. “I fan hanno amato il minigioco in The Witcher 3: Wild Hunt e ci hanno richiesto a gran voce di creare una versione stand alone. C’è stato uno scambio di email e poi puff, il gioco è diventato realtà”. Dobbiamo ammetterlo, noi eravamo tra i desiderosi di un titolo tutto dedicato al gioco di carte, e siamo quindi ben felici che i ragazzi polacchi stiano mettendo impegno e creatività per creare un prodotto degno del nome che porta. I pochi che non conoscono il funzionamento del Gwent devono sapere che è un card game in cui si deve sconfiggere al meglio di tre un avversario superandone la somma dei punti delle sue carte. Ogni carta ha un valore di attacco e può essere posizionata su tre file di un tabellone, una fila per le unità da mischia, una per quelle a distanza e un’altra per le armi d’assedio. Non si pescheranno carte, quindi bisognerà operare una determinata strategia in modo che non si rimanga a mani vuote, inoltre le carte possono avere abilità particolari che vanno sfruttate per volgere a nostro vantaggio la situazione. La tattica e l’astuzia sono le armi principali, si può passare la mano in qualsiasi momento, e spesso sarà necessario farlo per far cadere l’avversario in scaltri tranelli oppure per non sprecare troppe carte in un round già perso.
Di sicuro il carattere ed il gameplay collaudato del Gwent non bastano per aprire un varco nel difficile mondo dei card game, dove Hearthstone regna sovrano da un po’ di anni a questa parte. Ma è qui che si distinguono le migliori software house, nelle situazioni spinose. CD Projekt RED, forte di una grande esperienza in narrazione ha deciso di organizzare il suo gioco in una maniera piuttosto inedita: l’accento non è posto esclusivamente sulla modalità competitiva online, che probabilmente sarà comunque l’offerta più allettante del piatto, ma è stata data pari dignità anche alla modalità singolo giocatore. Quest’ultima sarà divisa in “avventure”, ognuna dalla durata di più di 10 ore, che racconteranno vicende interessanti, in grado persino di approfondire alcuni punti oscuri nella trama di The Witcher 3. A lavorare su queste avventure ci sarà il team narrativo di Wild Hunt, tra cui Konrad Tomaszkiewicz, possiamo quindi aspettarci una qualità mai vista nell’intero panorama dei giochi a base di carte.

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Tornano le carte dedicate ai personaggi celebri della serie, munite anche di animazioni davvero belle da vedere

Abbiamo assaggiato uno stralcio di giocato della campagna singleplayer, gli intermezzi dialogici sono caratterizzati da uno stile delizioso, simile ai disegni dei fumetti della Dark Horse Comic dedicati allo strigo e alle scene animate degli ultimi due The Witcher. Le schermate sono comunque abbastanza statiche, con semplici animazioni che partono quando uno dei personaggi su schermo inizia a parlare. Nel filmato a cui abbiamo assistito Geralt era in compagnia di altri tre individui: un’elfa, una bambina e quello che sembrava esser Folan, un personaggio già incontrato nelle isole Skellige. Terminata la scena d’intermezzo ci siamo trovati in una mappa esplorabile (la visuale era a volo d’uccello), nella quale nei panni di Geralt era possibile muoversi liberamente. L’obiettivo era indicato chiaramente da un radar, ma prima di giungere alla destinazione finale gli sviluppatori hanno scelto di recarsi in un’antica rovina elfica. Una volta nei pressi del sito si è aperta una schermata che poneva una scelta, esplorare il luogo oppure andarsene. È stato precisato che nel gioco finale le decisioni da prendere non saranno così banali, ogni scelta potrà garantirci un vantaggio, che nel caso della demo si è rivelato essere la carta “Ustione”, oppure uno svantaggio, non ci è chiaro di che genere. Il meccanismo è simile a quello di The Elder Scrolls Legends, ma posto in un modo di gioco esplorabile in libertà. Probabilmente proprio per questo sistema di scelte il mazzo utilizzato nella modalità singleplayer sarà differente da quello con cui invece combatteremo nelle arene multigiocatore. CD Projekt RED è chiaramente spaventata dal bilanciamento e acquisire (e perdere?) carte nella modalità storia potrebbe danneggiare un ecosistema in perfetto equilibrio. Chissà se questa separazione consentirà al team di sviluppo di inserire carte esclusive pere ogni modalità.
Una volta giunti all’estremità della foresta in cui Geralt e la sua compagine si stavano muovendo, un mostro si impossessa di Torina, la bambina. Parte così un combattimento nel quale ci è consentito scegliere la nostra carta comandante (tra i membri del party), mentre il mostro che ci ha attaccato svolgeva il ruolo di carta comandante del suo mazzo. Fin da subito si nota un quasi totale redesign della board di gioco, ora più colorata e bella da vedere. Anche i segnali che informano sul punteggio sono stati resi più leggibili e sono stati aggiunti dei contatori su ogni linea del campo. In più le carte sono illustrate magnificamente e hanno delle animazioni bellissime da vedere, che ben si sposano con il trionfo di effetti grafici che caratterizzeranno ogni match. Insomma, al Gwent è stato rifatto il trucco in maniera magistrale.

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Gli effetti delle carte comandante sono stati rivisti, ma avranno ancora un ruolo fondamentale nei match

Faccia a Faccia

Dopo la presentazione abbiamo potuto mettere le mani sul gioco vero e proprio. Già dal menu principale abbiamo notato che, oltre alla selezione del singleplayer e del multiplayer ci sono opzioni per la creazione del mazzo, una caratteristica fondamentale per i giochi di carte, una denominata Collection, probabilmente uno showcase delle carte in nostro possesso, e lo Shop. Ci è stato riferito che in Gwent: The Witcher Card Game ci sarà un sistema di microtransazioni opzionali (la parola opzionale è stata sottolineata più volte), ciononostante non è chiaro se gli oggetti acquistabili saranno esclusivamente i classici pacchetti oppure ci sarà qualche contenuto relativo al singleplayer, visto quanto CD Projekt RED sta puntando in quella direzione.
Data una breve occhiata al menu di gioco abbiamo lanciato il match, i mazzi da poter selezionare nella partita contro il nostro avversario erano quattro e tutti precostruiti. C’era Skellige, i Regni del Nord, gli Scoia’Tael e i Mostri, all’appello mancava Nilfgaard poiché doveva ancora essere bilanciato.
Vista da vicino la board di gioco appariva ancora più bella e colorata, inoltre era adattata perfettamente per l’utilizzo del gamepad, di cui erano munite le nostre postazioni. Abbiamo giocato due match, uno con la fazione dei mostri ed un altro con i Regni del Nord, e abbiamo tastato con mano le profonde modifiche agli effetti delle carte. Possiamo quasi dire che il Gwent di The Witcher 3 non esista più, certo le regole di base sono le stesse, ma gli effetti di alcune carte sono stati completamente rivisti e ci hanno lasciati un po’ spaesati, soprattutto quando abbiamo visto una carta conosciuta che faceva tutt’altra cosa. In generale gli effetti sono più variegati e “creativi” e ora sono più simili a quelli di un classico gioco di carte, si tratta di una decisione oltremodo corretta, in quanto il bilanciamento del minigioco di The Witcher 3 era totalmente inadatto per uno scontro con un nemico umano. Se vi piace il Gwent, però, il nuovo gioco di CD Projekt RED vi divertirà sicuramente: il gameplay è sempre avvincente, forse in maniera ancora maggiore, in più la presentazione grafica e quella sonora raggiungono, se non superano, quella dei maggiori esponenti del genere. Rimangono alcuni piccoli dubbi, come quelli sulle microtransazioni e sul bilanciamento generale delle carte e fazioni, ma per ora non abbiamo motivo di preoccuparci. Qualora foste curiosi come lo siamo noi allora non vi resta che segnarvi alla beta, in arrivo il 25 ottobre su Xbox One e PC, qualche tempo più tardi su PlayStation 4.