Vichinghi, samurai e cavalieri che se le danno di santa ragione? Dove devo firmare?

Data di uscita TBA
Genere Action
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, Xbox One, PlayStation 4
Sviluppato da Ubisoft Montreal
Distribuito da Ubisoft
Versione testata PlayStation 4
Cover

Vi ricordate quando da piccoli sognavate di vedere uno scontro tra King Kong e Godzilla? Tra i nazisti e i crociati? Oppure tra i cowboy e gli alieni? C’è un gioco di Ubisoft che riesce a deliziare le nostre più disparate fantasie infantili (e dai che poi non sono così infantili), For Honor, che ci getta in battaglie multiplayer nelle quali possono scontrarsi cavalieri, vichinghi e samurai, in barba alla storia universalmente riconosciuta. Noi abbiamo provato al Milan Games Week la demo della GamesCom 2015, ecco cosa ne pensiamo.

For Honor Anteprima 1

L’arte del combattimento

Gli sviluppatori di For Honor venerano l’arte del combattimento corpo a corpo a tal punto da volerla riprodurre in tutto il suo tatticismo e spettacolarità, è proprio per questo che il combat system del gioco trasforma il pad nell’elsa di uno spadone, da brandire contro i nostri nemici. È difficile pensare ad un sistema di controllo diverso dal pad per riuscire a padroneggiare For Honor, l’integrazione è ad un livello così profondo che un’eventuale “traduzione” su mouse e tastiera sminuirebbe tutto il lavoro effettuato.

Prima di gettarci nella pugna vera e propria abbiamo infatti partecipato ad una breve sessione di allenamento che ci illustrava i passaggi fondamentali per poter affrontare un avversario online. Con il trigger sinistro si attiva una modalità guardia che ci permette di posizionare la spada in tre differenti direzioni, alto, destra, sinistra, grazie al movimento dell’analogico destro. Saper gestire al meglio il movimento della nostra arma è molto importante sia nelle manovre difensive, cioè intercettare un colpo in arrivo da tre possibili direzioni, che in quelle offensive. Per vibrare un fendente dovremo visualizzare il fianco scoperto del nemico e poi massacrarlo a suon di colpi possenti (trigger destro) o rapidi (dorsale destro) fino a stenderlo definitivamente. Con il tasto quadrato possiamo rompere la guardia dell’avversario per poi ferirlo con un colpo celere, mentre il tasto X attiva una schivata che, se effettuata al momento giusto, ci permette di defilarci da uno scontro che inizia a mettersi male.

Ovviamente il focus del gioco è il combattimento uno contro uno, dove il combat system funziona alla perfezione, abbiamo apprezzato l’altissimo tasso di soddisfazione generato da una singolar tenzone che si è risolta in nostro favore, un effetto quasi assuefacente e che ci spingeva all’esultanza. Nelle battaglie online però (noi abbiamo provato una singola modalità 4 contro 4 con dei punti di controllo da conquistare) il gameplay si divide tra sfide con giocatori in carne ed ossa e mattanze contro nemici governati dall’IA, che per certi versi avvicinano For Honor ad un musou. Il binomio massacro e duello all’ultimo sangue resta comunque ben bilanciato restituendoci un match né eccessivamente agonistico né troppo blando e dispersivo. Nei panni dei cavalieri, l’unica fazione giocabile, il nostro compito era di difendere la nostra fortezza dagli invasori che tentavano di fare breccia grazie a possenti armi d’assedio. L’area di gioco era divisa in tre punti da controllare che andavano ripuliti dai nemici gestiti dall’intelligenza artificiale e da eventuali giocatori agguerriti. L’uccisione di un avversario biologico, degli NPC e la conquista di una posizione permette di accumulare punteggio, una volta che una delle due squadre raggiunge mille punti il respawn del team in svantaggio viene disattivato, se tutti i membri di quest’ultimo muoiono la partita termina. Ma i punti possono anche essere sottratti grazie alla riconquista delle aree, si può quindi assistere a ribaltoni e rimonte all’ultimo minuto.

For Honor Anteprima 3

Coordinazione e tattica

Se di primo pelo For Honor può sembrare estremamente tamarro e votato esclusivamente al puro combattimento, quando si inizia a giocare le impressioni iniziali sono destinate a decadere, sostituite da una consapevolezza ben diversa. All’interno dello stand Ubisoft ci hanno invitati a comunicare per organizzare le manovre, spiegandoci che trovarsi in inferiorità numerica non è proprio salutare. Nel corso del match, in cui abbiamo capitolato indecentemente, mi è capitato più di una volta di morire perché i nemici raddoppiavano o triplicavano la “marcatura” massacrandomi in maniera quasi sleale, mentre il mio team cercava di vincere senza giocare di squadra. In For Honor affrontare più di un avversario alla volta si rivela estremamente difficoltoso e le sortite in solitaria sono altamente sconsigliate, ecco un altro motivo per cui il gioco di Ubisoft ci ha fatto un’impressione davvero buona.

Non possiamo sbilanciarci molto giudicando il comparto visivo, graficamente il titolo si difende bene e, almeno nella versione PlayStation 4, il framerate si è dimostrato solido in ogni situazione, anche quelle che includevano grandi numeri di soldati ed esplosioni. Citiamo anche la personalizzazione del proprio combattente che speriamo venga ampliata in futuro, nella demo da noi testata era possibile scegliere esclusivamente il sesso e le decorazioni dell’armatura.

For Honor Anteprima 2

Commento

For Honor è uno dei titoli più interessanti presenti alla Milan Games Week e potrebbe rivelarsi la nuova IP multipiattaforma più divertente ed innovativa. Il sistema di combattimento è profondo ed estremamente galvanizzante, soprattutto quando un temerario avversario cade sotto i nostri colpi fatali. Bellissima anche l’idea della sfida tra vichinghi, samurai e cavalieri, che non vediamo l’ora di assaporare in tutto il suo ucronico splendore.