Durante la gamescom di Colonia abbiamo avuto occasione di mettere mano ad una missione avanzata della campagna di Dawn of War III, il gioco ci è piaciuto, ma non mancano i dubbi.

Data di uscita 2017
Genere RTS
Modalità di gioco Multiplayer, Singleplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Relic Entertainment
Distribuito da SEGA
Versione testata PC
Cover

A completare la carrellata di titoli su licenza Warhammer 40.000 provati alla gamescom 2016 c’è Dawn of War III, erede di una grande saga di strategici e, sulla carta, il progetto più interessante tra quelli ispirati al mondo di Games Workshop tutt’ora in sviluppo. Per l’occasione Relic ha rispolverato una demo già vista all’E3 2016, in cui, al comando dei Corvi Sanguinari sotto la guida di Gabriel Angelos, dovevamo sconfiggere gli Eldar su un terreno ghiacciato. Abbiamo giocato quasi una trentina di minuti e ci siamo fatti un’idea sullo strategico, ve ne parliamo in questa anteprima.

Dawn of war III Ante 1
Noi abbiamo giocato su un terreno ghiacciato, chiaramente però le ambientazioni saranno tante. Qui ad esempio vediamo un pianeta vulcanico.

Finché i nemici dell’Imperatore respireranno, non ci potrà essere pace

L’ultima espansione di Dawn of War II risale al 2011, ben cinque anni fa, un lungo tempo in cui i fan sono rimasti dell’attesa di un necessario terzo capitolo di una serie che ha sempre saputo cambiarsi, a volte in meglio altre in peggio. Il secondo capitolo, ad esempio, rappresentò una grande variazione rispetto alle origini, operò una pesante semplificazione di tutte quelle meccaniche più “gestionali”, rimuovendo l’addestramento delle unità e spostando il bilanciamento molto più sulla microgestione dei singoli comandanti. Con Dawn of War III Relic ha operato un parziale ritorno al passato, reintroducendo le tanto richieste strutture per l’addestramento e il potenziamento delle unità, tagliando quasi del tutto, però, l’amato sistema di coperture.
Nella demo provata avevamo a disposizione un insediamento di medie dimensioni, che poteva essere ampliato dagli Adeptus Mechanicus (i classici costruttori), un manipolo di Space Marine assaltatori, un Predator e due unità eroiche: un enorme Titan guidato da Lady Solaria e Gabriel Angelos, già conosciuto dai fan per il ruolo ricoperto soprattutto nel primo capitolo. La missione era ambientata in un pianeta ghiacciato e senza segni di insediamenti umani o alieni, le distese di ghiaccio lasciavano spazio a qualche crepaccio che poteva essere superato con i jetpack di cui erano muniti alcuni dei nostri soldati, mentre gli Eldar erano accampati in tutto il territorio intenti in operazioni d’escavazione.

Dawn of war III Ante 2
Il Titan di lady Solaire aveva una potenza di fuoco devastante, tra missili e raffiche di gatling.

Come in ogni gioco Relic le risorse dovevano essere recuperate tramite la cattura di punti di controllo, i quali potevano essere potenziati incrementando così la raccolta di risorse (due in totale, Power e Requisition) e difesi con la costruzione di una torretta. Al contrario degli strategici più classici, quindi, non c’era la frenesia di organizzare il resource gathering, mentre doveva prevalere la tattica e la superiorità bellica. Felici di constatare che lo spirito classico, nonché uno dei segni distintivi della saga non sia andato perduto. Lo stesso non possiamo dire per il cover system, che ci aveva piacevolmente accompagnato per tutti i Dawn of War e Company of Heroes, rendendo fondamentale il piazzamento delle unità, garantendo anche la possibilità di nascondersi negli edifici o abbatterli con cannoni e granate per stanare gli occupanti. Al suo posto sono state introdotte delle zone da conquistare che, una volta presidiate, venivano coperte da uno scudo che rimbalzava la maggior parte dei colpi. C’erano anche degli scudi Eldar che bloccavano l’incedere delle nostre truppe e impedivano a quelle avversarie di subire colpi, ma il tutto si limitava solo a queste meccaniche, che a nostro avviso risultano essere solo un tentativo di limitare la botta derivante dalla perdita di una meccanica che funzionava dignitosamente.
Nonostante la microgestione, soprattutto quella dei nostri comandanti, lo spostamento delle truppe e l’organizzazione delle difese profumino ancora di passato, una mappa così piatta e poco varia non ha esaltato gli scontri, rappresentati semplicemente da un tira e molla tra le nostre forze e quelle degli sporchi xeno. Niente baluardi, niente avanguardie coraggiose barricate nelle rovine di qualche edificio, niente avanzamento tattico dei blindati con le truppe appiedate in copertura al seguito. Niente di niente.

Dawn of war III ante 4
I combattimenti più concitati erano un tripudio di luci e colori. E poi c’era anche un laser orbitale che faceva scempio delle forze nemiche.

Malgrado ciò il gioco ha restituito sensazioni più che buone e siamo curiosi di testare altre missioni, magari in mappe più varie e complesse e contro fazioni differenti. Sappiamo che in gioco saranno presenti gli Space Marine, gli Orki e gli Eldar, è tuttavia difficile pensare ad un’esclusione delle forze del Chaos, che hanno sempre rivestito un ruolo di rilievo in ogni capitolo di Dawn of War (vi basta ricordare il finale del primo capitolo per comprendere che escludere degli eretici non è affatto possibile). Ci saranno DLC? Questo quasi sicuramente, basta che però non siano la classica mossa per spillare i soldi agli acquirenti in cambio di una fazione che poteva, e doveva, essere inserita fin dall’inizio nel prodotto finito. Perché poi tutte le espansioni della saga di Relic, cinque in totale, hanno sempre portato un plus di contenuti considerevole, con storie e fazioni (ad esempio l’Adepta Sororitas) che spaziavano nel vastissimo universo di Warhammer 40.000, e a volte ampliavano anche la main quest.
Vogliamo spendere qualche altra parola in merito al comparto artistico di Dawn of War III: il gioco ha abbandonato lo stile “realistico” per abbracciarne uno più fumettoso. I colori sono più saturi, gli ambienti sembrano quasi disegnati. Bello il colore del sangue, che contrastava col bianco del ghiaccio in uno scenario che, dopo aspri scontri, era simile ad un quadro di Jackson Pollock. Insomma, nonostante qualche dubbio relativo al gameplay, il titolo di Relic ci ha fatto una buona impressione e non vediamo l’ora di installarlo sui nostri PC. Preparatevi quindi, l’imperatore ha bisogno del vostro coraggio per portare la pace nella galassia.